CHEVRON FALLISCE NEL TENTATIVO DI FAVORIRE I PROPRI INTERESSI

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Quito, 22 giugno 2017.- L’Organizzazione degli Stati Americani – OSA chiude le porte a Chevron Corp. che ha cercato di assicurarsi un posto tra i membri della Commissione della Corte Interamericana dei Diritti Umani, candidando Douglass Cassel.

La decisione della OSA è il risultato della petizione, presentata ai membri della stessa Organizzazione, attraverso una lettera pubblica promossa dall’Unión de Afectados por Texaco (Unione delle Vittime di Texaco, ndr.) e da altre organizzazioni sociali e di diritti umani come la Piattaforma Interamericana dei Diritti Umani, INREDH e CDES. Questa carta ha ottenuto l’appoggio di decine di organizzazioni e personalità di rilievo della regione e di altri continenti.   

La lettera firmata dal Premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel, da organizzazioni ambientaliste e di diritti umani regionali e nazionali, dal Canada all’Argentina, ha messo in evidenza il lavoro realizzato da Cassel come consulente di Chevron. Lavoro svolto sempre contro la difesa dei diritti umani delle popolazioni indigene e contadine dell’Ecuador. Diritti calpestati dall’impresa petrolifera dall’inizio della sua attività negli anni ’60 dello scorso secolo, e che al giorno d’oggi non ha ancora pagato il valore della sentenza emessa dalla Corte ecuadoriana, negando alle vittime la possibilità di riparare i territori contaminati.

Cassel ha svolto un ruolo fondamentale nel tentativo di Chevron di evadere la giustizia ecuadoriana e ha sostenuto i diritti della compagnia al posto di sostenere i diritti umani. L’avvocato, con alle spalle una formazione accademica, è stato in grado di contestare l’opinione dei querelanti ecuadoriani e di accusarli di non avere prove che determinino che i rifiuti tossici derivanti dall’attività della corporation, abbiano cuusato gravi malattie, tra le quali cancro, di cui soffre la popolazione dell’Amazzonia ecuadoriana. Secondo alcuni rapporti ufficiali firmati dalla Commissione Interamericana dei Diritti Umani, dopo una visita ai campi delle operazioni di Texaco (oggi Chevron), si evidenzia che “esiste un elevato rischio per la vita e la salute umana dovuto alle attività di estrazione petrolifera nell’oriente del paese”.  

Questa decisione è stata presa dai firmanti la carta pubblica. Willian Lucitante, Coordinatore Esecutivo della Unión de Afectados/as por Texaco (Unione delle Vittime di Texaco, ndr.), afferma che questa è un’altra battaglia vinta dalla società, a favore delle giustizia. Non è una battaglia delle sole popolazioni amazzoniche dell’Ecuador, ma di tutto il continenete americano.

Posted on junio 23, 2017 in Blog

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