I DIRITTI UMANI NON POSSONO STARE NELLE MANI DELLE MULTINAZIONALI

Quito, 7 giugno 2017.-   Diverse personalità e organizzazioni sociali che si occupano di diritti umani in America latina, hanno pubblicato un documento indirizzato alla 47esima Assemblea Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA). Si oppongono alla possibile nomina di Douglas Cassel a futuro membro della Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDU), secondo il criterio di selezione stabilito dalla CIDU, che si riferisce alla “moralità”.

Il Premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel e oltre 40 associazioni, hanno aderito a questa iniziativa promossa dalle organizzazioni di diritti umani presenti in Ecuador. L’argomento esposto è che Cassel, con un background accademico in diritti umani ha difeso Chevron Corporation anziché difendere i diritti umani delle vittime della contaminazione lasciata dalla compagnia petrolifera in Ecuador, e che da oltre 23 anni lottano reclamando giustizia nelle differenti Corti internazionali.

Per gli aderenti all’iniziativa, il fatto che Cassel sia stato nominato dal Governo degli Stati Uniti è allarmante in quanto la “CIDU è l’unica e ultima istanza” alla quale organizzazioni e persone possono riferirsi per salvaguardare i diritti umani fondamentali della regione che sono costantemente minacciati dalle imprese e industrie estrattive. Per queste ragioni è necessario che “tra i membri della CIDU ci siano personalità elette secondo il principio pro-homine e che non rappresentino gli interessi delle grandi multinazionali”.

I sostenitori sottolineano il fatto che Cassel, nel continuare a difendere l’impresa petrolifera, dubita dei querelanti ecuadoriani “affermando che non esistono prove riguardo il fatto che i rifiuti tossici sversati da Chevron nell’Amazzonia ecuadoriana possano generare disturbi alla salute”. Quest’affermazione è in netto contrasto con un documento firmato dalla stessa CIDU in seguito ad una visita delle zone contaminate da Texaco (attualmente Chevron) nell’Amazzonia ecuadoriana. Nel documento si afferma che i dati ottenuti “confermano il rischio considerevole per la vita e la salute umana che rappresentano le attività di sfruttamento petrolifero nell’oriente ecuadoriano”. Allo stesso modo contestano il fatto che possa essere nominata membro all’interno della CIDU una persona che anziché rappresentare i diritti umani fondamentali, rappresenta il diritto societario e appoggia la posizione di Chevron Corporation “che pretende eludere la propria responsabilità per i danni commessi nell’Amazzonia ecuadoriana (…) affermando che Chevron non ha mai operato in Ecuador e che quindi venga giudicata la Texaco, ignorando la fusione tra le due imprese”. I firmatari sostengono che non è possibile che un avvocato di diritti umani approvi e difenda “la legittimità di un arbitrato internazionale che compromette i diritti umani fondamentali delle persone”.

Due delle organizzazioni promotrici, la Unión de Afectados por las Operaciones Petroleras de Texaco-Chevron, UDAPT (Unione delle Vittime influenzate dalle Operazioni di Estrazione Petrolifera di Texaco-Chevron, ndr.), e la Commissione Interamericana dei Diritti Umani, Democrazia e Sviluppo, hanno confermato che per la prossima Assemblea Generale della OSA, secondo gli standard internazionali, si impedirà l’ingresso di entità che supportano gli interessi delle grandi compagnie all’interno di una delle più importanti istituzioni del sistema interamericano.

 Per accedere al documento inviato alla OSA: Click (English) Click (Spanish)

Posted on junio 8, 2017 in Blog

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