IL GOVERNO DELL’ECUADOR MINACCIA DI NEGOZIARE CON CHEVRON A NOME DELLE VITTIME

Le vittime di Chevron-Texaco adotteranno misure giuridiche per proteggere il caso. Lenín Moreno non può intralciare la giustizia e negoziare un processo che vede coinvolti privati. Ricordano che questo processo ha già superato otto governi.

Quito, 18 settembre 2017.- La Unione delle Vittime di Texaco in Ecuador (UDAPT), chiede al Governo ecuadoriano di non interferire nella class-action condotta contro Texaco (oggi Chevron) e fa presente che se si intrometteranno nella giustizia, commetteranno una grave illegalità e un’ulteriore violazione dei diritti delle popolazioni dell’Ecuador.

Queste dichiarazioni sono state fatte dopo l’annuncio del Ministro degli Affari Esteri Pablo Campana, riguardo la decisione di negoziare con la compagnia petrolifera per risolvere il caso avviato dalle comunità rurali e indigene dell’Ecuador. Willian Lucitante, Coordinatore Esecutivo della UDAPT, ricorda al Governo e al funzionario dello Stato, che il processo delle popolazioni dell’Amazzonia ecuadoriana è privato e quindi il Presidente non può assolutamente negoziare a nome dei querelanti, ne interferire nelle decisioni delle Corti dell’Ecuador.

In questo modo potrebbe interferire con l’indipendenza delle Corti a validare la sentenza ratificata nelle tre istanze del paese. Inoltre in questo modo, ignorerebbe il diritto delle vittime a reclamare il risarcimento per i gravi danni causati dall’impresa petrolifera, afferma Lucitante.

Il coordinatore della UDAPT, si rammarica per le dichiarazioni del Ministro ecuadoriano e invita il Presidente a chiedere al suo gabinetto di informarsi, prima di pronunciarsi in questo modo, e che non si lasci influenzare dalle pressioni di Chevron. La UDAPT si riserva la possibilità di adottare tutti i mezzi legali, costituzionali e di diritto internazionale, per proteggere il diritto alla giustizia, alla salute e alla vita, evitando che lo stato negozi con la multinazionale alle spalle dei querelanti.

“Sarà che per Moreno è più importante l’amicizia con Chevron che i diritti degli ecuadoriani?”, si domanda Willian Lucitante. Se fosse così, sarebbe in contraddizione con le stesse dichiarazioni pubbliche a favore di un’indipendenza giuridica e il rispetto dei diritti umani. “Speriamo che la politica del Presidente sia in linea con le sue affermazioni e che i fatti non lo contraddicano” afferma.

Il rappresentante delle vittime afferma che l’organizzazione è a conoscenza dei gravi problemi economici che sta attraversando il paese, ma nonostante ciò, sottomettersi alle minacce della compagnia petrolifera nordamericana, costituisce un pessimo segnale soprattutto quando il Governo ecuadoriano presenta alle Nazioni Unite una campagna per l’adozione di un Trattato Vincolante che vuole obbligare le multinazionali a rispettare i diritti umani. È stato l’emblematico “Caso Chevron” uno degli esempi maggiormente analizzati e che ha sottolineato il potere corporativo e la struttura di impunità che permette alle imprese di violare i diritti delle popolazioni che risiedono nelle aree in cui esse operano, senza che esistano meccanismi che le obblighino a responsabilizzarsi e a risarcire per i danni provocati.

Il Governo ecuadoriano non può privilegiare, illegalmente e incostituzionalmente, i benefici economici di un’impresa che è stata riconosciuta nel mondo come la più opaca e disonesta. “E’ una battaglia che vede le popolazioni rurali e indigene dell’Amazzonia contrapporsi al potere politico ed economico, sia dell’impresa petrolifera, che di coloro che detengono il potere in Ecuador”, afferma il dirigente.

Dall’altra parte, Pablo Fajardo, avvocato delle vittime, ricorda che la Corte Costituzionale per oltre tre anni non ha risolto la Acción Extraordinaria de Protección, iniziata il 14 gennaio 2014. La legge stabilisce che il procedimento legale venga risolto nei 30 giorni successivi alla consegna del caso. Questa è un’ulterioreviolazione dei diritti e potrebbe essere parte della negoziazione con Chevron. L’intenzione è che il Governo agisca a favore di Chevron, che in cambio non continuerà con il processo di Arbitrato contro lo Stato.

Fajardo ha manifestato inoltre il fatto, che la richiesta di Chevron presentata al Tribunale Arbitrale contro lo Stato Ecuadoriano, si basa sull’esigenza dell’azienda rispetto all’annullamento da parte Governo della sentenza emessa contro la stessa. L’azienda sta facendo pressione perché vengano violate le norme e l’indipendenza del Potere Legislativo, che il governo è obbligato a rispettare secondo l’Organizzazione dello Stato e secondo il testo della Costituzione.

Inoltre afferma che i membri della UDAPT sono a conoscenza che da anni Chevron offre denaro al Governo dell’Ecuador in cambio di agevolazioni di fronte alle Corti ecuadoriane. “Fortunatamente fino ad oggi non è successo”. Nonostante ciò, fino a che la Acción de Protección, non venga risolta nella Corte Costituzionale, è un elemento di minaccia e pressione che l’impresa petrolifera ha dalla sua parte per offrire tangenti al Governo ecuadoriano. “Ci costa molto credere che il Ministro Campana stia cadendo in questa trappola”, afferma l’avvocato.

Willian Lucitante afferma che le vittime delle operazioni dell’impresa petrolifera sono consapevoli di questa nuova minaccia ai propri diritti, e tutte le organizzazioni alleate, sia dell’Ecuador che nel mondo, sono in attesa di nuove azioni del governo nazionale e richiedono serietà allo stesso per il compimento del quadro legislativo nazionale e dei diritti umani.

Posted on septiembre 20, 2017 in Sin categoría

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