NESSUNO È AL DI SOPRA DELLA LEGGE. APPELLO DEGLI INDIGENI ECUADORIANI PER SOSTENERE LA LORO LOTTA CONTRO L’IMPUNITÀ DELLE MULTINAZIONALI

Quito, 18 giugno 2018. 350 mila dollari canadesi è il prezzo da pagare in pochi mesi perché le vittime della contaminazione petrolifera causata da Texaco in Amazzonia possano fare ricorso alla Corte Suprema del Canada. La richesta dei querelanti, che consiste nel riconoscimento della sentenza ecuadoriana del 2011, è stata negata dalla Corte di Ontario. L’istanza delle vittime, 30.000 tra indigeni e contadini dell’amazzonia, si basa sul verdetto della Corte Nazionale di Giustizia ecudoriana che condannó la compagnia petrolifera a pagare 9,5 milioni di dollari per la riparazione di uno dei più grandi disastri ambientali nel mondo causato dall’impresa tra il 1964 e il 1992.

Motivo dell’azione legale in Canada è l’impossibilità di riscuotere la cifra stabilita dal tribunale ecuadoriano per l’assenza di beni confiscabili, investimeniti e attivitá produttive in Ecuador riconducibili alla multinazionale. Se la Corte riconscesse che gli attivi e le proprietá di Chevron Canada sono interamente di proprietà di Chevron Corporation, allora Chevron Canada potrebbe essere ritenuta responsabile dei debiti dell’azienda madre verso le comunità amazzoniche dell’Ecuador e, di conseguenza, le vittime potrebbero dare inizio ai lavori di bonifica ambientale.

Tuttavia, il 23 maggio 2018, dopo 6 anni dall’inizio del processo, la Corte d’Appello di Ontario ha sentenziato che le prove apportate dalla UDAPT non sono sufficenti per dimostrare il legame di unitá di capitali tra Chevron Corporation e la sua filiale canadese. Per poter portare il caso di fronte alla Corte Suprema, espressasi giá una volta in favore delle vittime ecuadoriane dando loro la possibilitá di iniziare l’azione legale in Canada poiché di interesse pubblico e non indivuduale, i querelanti si vedono costretti a pagare un totale di $ 350.000 canadesi (circa 230.000 euro) entro il 16 agosto.

Nonostante il verdetto negativo della Corte di Ontario, le vittime della contaminzione possono contare su una recente vittoria giuridica. Infatti, la difesa della compagnia petrolifera non potrá piú affermare nei tribunali esteri l’impossibilitá di riconoscere una sentenza sulla quale pende un processo ancora in corso che potrebbe cambiare totalemte l’esito finale della sentenza stessa.

Il riferimento è alla richiesta di protezione straordinaria presentata da Chevron alla Corte Costituzionale dell’Ecuador con il fine di annullare il verdetto del 2011. Dopo quattro anni di attesa, questa richiesta è stata infine respinta il 10 luglio 2018. Con questa sentenza si pone fine a qualsiasi altra possibilità di ricorso legale sul caso in Ecuador.

L’appello della UDAPT di fronte alla Corte Suprema del Canada sarebbe lo scenario in cui i giudici definiscono se adottare un approccio innovativo per la responsabilità d’impresa, la giustizia e l’equità, o continuare con l’attuazione delle leggi esistenti che favoriscono impunità delle multinazionali.

L’accesso alla giustizia non puó essere condizionato da obblighi economici. Per gli indigeni e i contadini che vivono nell’Amazzonia e non hanno fondi, raccogliere questo importo è molto difficile. Se non riescono, l’impunità prevarrà. Questa è l’occasione per rompere finalmente l’assedio che impedisce alle popolazioni di tutto il mondo di rivendicare i loro diritti contro imprese multinazionali.

Supporta le vittime della contaminazione a vincere questo processo storico e dona per accedere alla giustizia. https://www.thecrowdversus.org/cases/chevron-oil-spill-in-ecuador/aff/8/

Posted on giugno 18, 2018 in Sin categoría

Share the Story

Back to Top