UDAPT esige chiarezza riguardo la presunta riparazione da parte del Governo ecuadoriano dei danni ambientali causati da Chevron-Texaco

Quito, 9 aprile 2019 – Il 30 agosto 2018 una corte di arbitrato privata, in un atto di abuso del diritto e di mancanza di rispetto verso la sovranità dell’Ecuador, ha emesso un lodo arbitrale, all’interno del giudizio conosciuto come CHEVRON III, nel quale ordina allo Stato ecuadoriano di procedere all’annullamento della sentenza del caso Lago Agrio. Sarebbe a dire che il caso che da più di 25 anni la UDAPT (Unione delle persone colpite dalle operazioni petrolifere della Texaco – oggi Chevron) porta avanti contro l’azienda petroliera Chevron, nei confronti della quale esiste una condanna definitiva, sia annullato. Tutto questo nonostante che il caso Lago Agrio, anche conosciuto come il caso Aguinda vs Chevron, sia il giudizio più lungo della storia dell’Ecuador. Durante il processo si sono accumulate più di 215.000 pagine di giudizio, sono stati presentati più di 100 rapporti di esperti, sono state ricevute più di 40 testimonianze e opinioni di persone colpite e testimoni oculari, sono stati riportati più di 80.000 risultati di analisi fisico-chimiche di acqua, suolo e sedimenti. Con queste prove schiaccianti la Presidenza della Corte Provinciale di Giustizia di Sucumbíos, il 14 febbraio del 2011, emise la prima sentenza, la stessa che fu ratificata dalla Corte Provinciale di Sucumbíos, il 3 gennaio 2012. Fu in seguito ratificata, nel novembre 2013, dalla Corte Nazionale di Giustizia e infine, nel giugno 2018, ricevette l’ultima decisione favorevole da parte della Corte Costituzionale. È importante rimarcare che la sentenza della giustizia ecuadoriana dispone le risorse economiche che debbono essere elargite dalla impresa petroliera per riparare il danno ambientale, sociale e culturale causato da Chevron.  

Malgrado ciò, il 30 agosto del 2018, un collegio arbitrale privato, dispose che lo Stato ecuadoriano, tra le altre cose, implementi i meccanismi necessari per annullare la sentenza del caso Lao Agrio, che risarcisca Chevron per il danno causato alla sua morale e alla sua immagine, e che implementi tutti gli strumenti possibili per impedire che le popolazioni colpite dal disastro possano esercitare azioni di esecuzione al di fuori del paese.

L’arbitrato è inapplicabile e incostituzionale. Il fatto che molte ONG e associazioni di popoli indigeni e contadini in Ecuador, così come la società civile internazionale, hanno denunciato la sua illegalità, dimostra come l’appoggio della società civile ecuadoriana e internazionale svolga un ruolo fondamentale nella nostra lotta. Come UDAPT lottiamo e supportiamo la campagna globale per un trattato vincolante e la campagna europea contro l’impunità delle imprese multinazionali e il sistema ISDS utilizzato dai tribunali internazionali di arbitrato. I movimenti e le reti sociali, così come parlamentari di vari paesi, seguono con molta preoccupazione gli attacchi di Chevron contro la sovranità dello Stato ecuadoriano. Sono coscienti del fatto che l’intenzione del governo di rispettare l’arbitrato può costituire un precedente nefasto per le vittime di abusi di diritti umani da parte di multinazionali nel mondo.

Tuttavia il governo dell’Ecuador, sottomettendosi agli interessi delle multinazionali e del sistema finanziario internazionale, ha già tre volte dimostrato la sua intenzione nell’attuare le disposizioni dell’arbitrato. La prima risale al 6 settembre 2018, quando la Presidenza della Repubblica, per mezzo del segretario generale, Eduardo Jurado, chiese alla Procura di sollecitare la Corte dei conti affinché intraprendesse una verifica per stabilire responsabilità civili, penali e amministrative, a ex-funzionari per azioni o omissioni in questo giudizio.

Allora, come UDAPT e con l’appoggio della società civile, riuscimmo a ottenere che lo Stato si impegnasse a rispettare la sentenza del sistema giudiziario dell’Ecuador e, successivamente, il 10 dicembre 2018, a presentare una azione di nullità della decisione arbitrale presso il Sistema di Giustizia dei Paesi Bassi.

Per Willian Lucitante, Coordinatore Esecutivo della UDAPT, l’arbitrato è il prodotto del sistema di impunità corporativa globale. Sfortunatamente nel mondo di oggi, quando a commettere il crimine è una impresa multinazionale, e le vittime sono popoli indigeni o contadini, non esiste accesso alla giustizia. Ciò è comprovato dallo studio e dall’analisi elaborata dall’avvocata internazionale Adoración Guaman.

Il secondo momento risale al mese di ottobre del 2018, quando uno degli avvocati di Chevron, attraverso l’ex-parlamentare Fernando Torres, incluse nel progetto di riforma del Codice Organico Generale dei Processi (COGEP), la figura del ricorso di revisione per tutti i casi non penali. Era questo un progetto di legge fatto in forma esclusiva per beneficiare l’impresa petroliera Chevron. Secondo Donald Moncayo ancora una volta la reazione delle comunità colpite dal disastro e della cittadinanza riuscì a impedire che quel disegno di legge fosse approvato dall’Assemblea Nazionale.

Attualmente risulta che il signor Ministro delle Risorse Naturali Non Rinnovabili, in data 25 febbraio 2019, abbia affermato che lo Stato si sarebbe fatto carico della riparazione dei passivi ambientali di Chevron. Tutti pensammo che si trattasse di una proposta seria, che alla fine lo Stato avrebbe assunto una politica ambientale responsabile nei confronti della Amazzonia; però risulta essere un inganno ancora una volta. Lo Stato ecuadoriano non possiede alcun piano di riparazione ambientale, né per il danno ambientale generato dall’impresa statale, né tanto meno per il danno esistente dall’epoca in cui Chevron operò nelle provincie di Orellana y Sucumbíos.

La UDAPT, in data 28 febbraio 2019, inviò una comunicazione al Ministero delle Risorse Naturali Non Rinnovabili nella quale sollecitava informazioni che attestassero la serietà del piano di riparazione, che beneficiasse realmente i popoli indigeni e contadini della Amazzonia ecuadoriana. Nella risposta consegnataci in data 20 di marzo 2019, il signor Ministro delle Risorse Naturali Non Rinnovabili ha dimostrato chiaramente che lo Stato non possiede alcun piano di riparazione. Che si tratta di una grande farsa, di un inganno.

Comunicazione della UDAPT al Ministero delle Risorse Naturali Non Rinnovabili

Per Pablo Fajardo, avvocato principale delle vittime e della UDAPT, è evidente che l’annuncio realizzato dal signor Ministro Carlos Pérez, obbedisce a un atto disperato del governo, per cercare di rispettare determinate condizioni poste dal Fondo Monetario Internazionale e dalla impresa petroliera Chevron. Si presume inoltre che lo Stato ecuadoriano abbia negoziato con Chevron, alle spalle delle popolazioni colpite. Per questa ragione esortiamo lo Stato ecuadoriano a rendere pubbliche le informazioni riguardo a questo accordo. Volgiamo che sia chiaro che noi non ci opponiamo alla riparazione integrale, anzi, la auspichiamo. Quello a cui ci opponiamo e ad essere oggetto di un ulteriore inganno, così come accaduto tra gli anni 1995-1998, con una falsa riparazione.


Risposta del governo alla sollecitazione della UDAPT

Humberto Piaguaje, storico leader della UDAPT, dichiara che la UDAPT è cosciente che né lo Stato ecuadoriano, né Petroecuador, né Amazonía Viva, né Chevron pensano di effettuare una riparazione adeguata; di conseguenza la UDAPT, con le stesse comunità colpite, da più di 4 anni si sta preparando affinché siano loro stesse ad essere i protagonisti della riparazione. “Se lo Stato intende effettuare la riparazione, che ci mostri i suoi piani, gli mostreremo i nostri e potremo dar vita a un eccellente piano di riparazione integrale”, conclude Humberto Piaguaje.

Grazie all’appoggio dei suoi alleati e della società civile ecuadoriana e internazionale, la UDAPT continuerà la lotta che negli ultimi 25 ha dimostrato come, attraverso una grande partecipazione dal basso e la diffusione della verità, anche un gruppo di contadini e popoli indigeni possa sfidare il potere di una potente multinazionale

Contatti:

Giulio Fabris: +393396053548 / 0994783199

Ludovico Ruggieri: +393338354082 / 0980333806

Posted on Aprile 9, 2019 in noticias

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