SEMAFORO VERDE DELLA CORTE D’APPELLO CANADESE PER PROCEDERE CON IL CASO LEGALE CONTRO CHEVRON

Revocata la richiesta di Chevron relativa alla cauzione di un milione di dollari che l’impresa voleva imporre ai querelanti ecuadoriani.

Quito, 31 ottobre 2017.- La decisione presa dalla Corte d’Appello canadese permette agli ecuadoriani di procedere con il tramite di omologazione della sentenza contro l’impresa petrolifera Chevron Corp. Viene revocata la richiesta di cauzione pari a quasi un milione di dollari canadesi ai querelanti dell’Amazzonia nord dell’Ecuador, per continuare con l’azione di exequatur. L’impossibilità degli indigeni e degli abitanti delle comunità rurali amazzoniche nell’ottenere tali fondi avrebbe paralizzato il processo legale contro l’impresa del petrolio in questo paese.

Questo provvedimento risponde al ricorso presentato dall’avvocato canadese Alan Lenczner, rappresentante legale delle comunità rurali e indigene che hanno fatto causa a Chevron e che hanno vinto il processo contro la corporation nordamericana con una sentenza di oltre 9,5 miliardi di dollari. Sentenza che si vuole riscuotere in Canada, Argentina e Brasile, vista l’impossibilità in Ecuador, dove l’impresa ha ritirato beni e averi per evitare di pagare la sentenza approvata in tutte le istanze giudiziarie.

La decisione dei giudici si basa sul fatto che i querelanti non vogliono favorire i propri interessi economici, ma piuttosto si parla di un processo di pubblico interesse e del fatto che i danni all’ambiente hanno minacciato la sopravvivenza delle popolazioni. Questa richiesta di Chevron potrebbe essere considerata come un tentativo di fermare l’azione legale in Canada.

Willian Lucitante, Coordinatore della UDAPT, è rimasto soddisfatto dalla decisione della Corte canadese. Decisione che rappresenta il fallimento dell’impresa petrolifera nell’intento di ostacolare l’accesso alla giustizia de los afectados, vittime della negligenza di Chevron che ha prodotto in passato, e ancora oggi genera danni alle vite delle oltre 30 mila persone che vivono nelle aree inquinate dall’industria.

Il rappresentante delle vittime ha informato che questa è una nuova battaglia vinta a favore della giustizia dei popoli che hanno sofferto l’abuso dei propri diritti da parte delle imprese multinazionali. “Attraverso questa richiesta alla Corte, Chevron ha cercato di porre fine al procedimento legale per il timore di una grande perdita economica. All’avvocato Lenczner sono state date disposizioni da parte nostra per procedere con il rispettivo appello, che oggi si è risolto a nostro favore”, afferma Lucitante, che rappresenta anche la nazionalità indigena A`I Kofan.

Inoltre, a nome di tutti i querelanti, Willian Lucitante conferma la fiducia nei confronti del sistema di giustizia canadese e invita i giudici di questo paese ad accelerare il lavoro prima che cadano nella “trappola di Chevron” che attraverso l’abuso di ricorsi giurisdizionali e altri meccanismi, rallenta i procedimenti legali. A questo proposito, il 3 novembre di quest’anno saranno 24 anni che questa battaglia legale va avanti, mentre le popolazioni continuano a soffrire delle gravi conseguenze dell’inquinamento. Conseguenze che si riflettono in un alto tasso di morte dovuto al cancro e ad altre malattie relazionate alle sostanze chimiche nocive prodotte dallo sfruttamento petrolifero; nell’alto grado di povertà dovuta all’impossibilità della terra di produrre; nella riduzione delle attività di caccia e pesca. Sono questi solo alcuni esempi prodotti delle irresponsabilità dell’impresa del petrolio in questa zona.

“Mentre loro cercano di rallentare il processo, noi continuiamo a morire”, afferma Lucitante, che a sua volta denuncia il fatto che Chevron continua a nascondersi dietro il velo societario e dietro le

sussidiarie per aggirare le proprie responsabilità. Proprio in relazione a ciò, la UDAPT partecipa alle diverse azioni globali per la richiesta dell’approvazione di un Trattato Vincolante che possa impedire gli abusi corporativi.

In seguito a questa decisione i querelanti ecuadoriani sono in attesa che la Corte canadese fissi la data per omologare la sentenza e in cui si possa riconoscere la validità del caso ambientale.

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Posted on noviembre 1, 2017 in Sin categoría

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