Comunicato stampa

A 29 ANNI DALL’INIZIO DEL CASO AGUINDA VS CHEVRON, IL GOVERNO ECUATORIANO SPIANA LA STRADA ALLE COMPAGNIE PETROLIFERE CON LA NOMINA DI UN MINISTRO CHE NEGA L’ESISTENZA DELLA CONTAMINAZIONE OCCASIONATA DA TEXACO.

Il 3 novembre saranno 29 anni da che un gruppo di abitanti delle provincie di Sucumbíos e Orellana presentarono una domanda giudiziale contro la compagnia petrolifera Texaco, oggi Chevron, per il crimine ambientale che questa causò nell’Amazzonia ecuatoriana tra il 1968 e il 1992. Curiosamente, il governo di Guillermo Lasso ha recentemente cambiato il ministro dell’Energia e delle Miniere, accusato di corruzione, con un avvocato delle compagnie petrolifere che durante il governo di Febres Cordero era già stato ministro dell’Energia e delle Miniere e che a sua volta era stato accusato di… corruzione!!

Il nuovo ministro dell’Energia e delle Miniere, Santos Alvite, nel 2016 aveva cinicamente e senza alcuna vergogna dichiarato che: “Un gruppo di avvocati americani e ecuadoriani, pretendendo parlare per gli indigeni amazzonici, si sono inventati l’esistenza di danni ambientali, hanno corrotto il giudice nell’Oriente (dell’Ecuador) e questo giudice ha condannato Chevron a pagare un’indennizzazione di miliardi di dollari. Questa condanna è falsa, illegale e immorale, perché questi danni non esistono… i residui delle operazioni petrolifere non causano problemi a nessuno”.

Sfortunatamente, i gravi danni ambientali ESISTONO eccome. Ciò che non esiste è una prova di alcun tipo che dimostri la corruzione del giudice per opera dei demandanti o dei loro avvocati. ESISTE invece, il riconoscimento a livello internazionale della lotta che le comunità e nazionalità originarie stanno portando avanti, riconoscimento che ha permesso alla UDAPT – l’organizzazione che rappresenta i gruppi e le comunità vulnerate – di continuare a combattere contro la compagnia petrolifera Chevron e contro tutta l’attività estrattiva che causa contaminazione e compromette la salute di campesini e indigeni nell’Amazzonia ecuadoriana.

La contaminazione ambientale causata dalle operazioni di Texaco in passato, e la contaminazione che continua ad essere occasionata oggigiorno per via delle numerose fuoriuscite di petrolio, della cattiva gestione dei residui delle estrazioni e della presenza di più di 400 camini che espellono fiammate di gas e elementi chimici nocivi per l’ambiente, sono fondamentali per contestualizzare l’alto numero di casi di cancro che si sono registrati nelle province di Sucumbíos e Orellana. In uno studio realizzato congiuntamente da UDAPT e Clinica Ambientale, si rilevano 407 casi di cancro fino a marzo 2022 e solo nei cantoni di Lago Agrio, Shushufindi, Francisco de Orellana e Joya de los Sachas. Questa cifra è allarmante, specie se comparata alla media nazionale che, al 2018, conta 165 casi di cancro tra le donne e 150 casi di cancro tra gli uomini ogni 200.000 abitanti.

Patricio Saravia, coordinatore dell’Osservatorio demandato alla difesa delle persone con malattie catastrofiche delle province di Sucumbíos e Orellana, segnala: “Causa indignazione il fatto che, di fronte alla situazione lacerante in cui si trovano le persone con cancro in Sucumbíos e Orellana, persone che provengono, per la gran maggior parte, dagli strati poveri o addirittua estremamente poveri della società, lo Stato neghi l’attenzione che dovrebbe loro provvedere stando alla Costituzione della Repubblica e alla Legge Organica di Pianificazione della CTEA, nella sua ottava disposizione generale. In questi documenti si afferma infatti che lo Stato deve fornire alloggio, vitto e trasporto alle persone con infermità catastrofiche”.

La mancata assegnazione di risorse che renderebbero la politica pubblica in favore delle persone con cancro effettiva, ha avuto come conseguenza un aumento delle morti dei pazienti dal momento che non possono più contare neppure sulle cure. Se a questo stato delle cose si somma la nomina di un ministro che ha difeso e lavorato per le multinazionali petrolifere e che nega il danno tangibile occasionato da TEXACO, risulta imperativo allertare la società civile e l’Assemblea Nazionale perché vigilino e impediscano queste pratiche politiche ed economiche nocive per la terra ecuatoriana.

Pablo Fajardo, avvocato e rappresentante dell’UDAPT, afferma che l’organizzazione è più forte che mai nella difesa dei diritti delle comunità campesine e indigene, e denuncia queste politiche neoliberali provenienti da un governo che si è asservito agli interessi delle banche e delle transnazionali. Tali politiche infatti risultano solo in un aumento della povertà, nella morte delle persone con cancro e in un danno irreversibile all’ambiente dell’Amazzonia ecudoriana.

Contatti

Donald Moncayo +593 99 397 7808

Pablo Fajardo +593 99 397 7811

Posted on noviembre 5, 2022 in Sin categoría

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